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Il marketing di domani: meno SEO, più AI

07-01-2026 14:48

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Il marketing di domani: meno SEO, più AI

L'AI sarà sempre più indispensabile per creare contenuti e farsi trovare dai clienti. Lo dice Neil Patel, uno dei massimi esperti mondiali di marketing.

Si scrive Seo, Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca. Ma ormai si legge Search Everywhere Otpimization, perché i canali si moltiplicano, i social sono sempre più utilizzati anche per la ricerca di informazioni e prodotti, e la diffusione di ChatGPT sta rivoluzionando ulteriormente le statistiche.

Lo dice Neil Patel, uno dei massimi esperti mondiali di marketing. Lo conferma, giorno dopo giorno, chi lavora in questo campo. Un settore, peraltro, che l’intelligenza artificiale sta scuotendo dalle fondamenta, visto che l’AI sarà sempre più indispensabile per riuscire a gestire i vari canali, monitorare i dati di ricerca, creare contenuti utili a farsi trovare dal cliente.

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Non per niente, nel 2024, il Marketing Jobs Outlook di Linkedin ha fatto registrare un aumento del 76% delle offerte di lavoro nel settore. Ma cresce anche la richiesta di competenze AI. Il 72% degli esperti di marketing confessa di sentirsi sopraffatto dalla velocità dei cambiamenti in atto. 

Anche per questo diventeranno sempre più importanti le applicazioni nate dall’intelligenza artificiale e i software in grado di implementare le capacità dell’AI generativa.

Per ora, secondo Neil Patel, la maggior parte dei professionisti utilizza l’AI per creare campagne o personalizzarle. O anche per elaborare testi e immagini. Ma qui bisogna stare attenti al tipo di lavoro portato avanti, soprattutto se si tratta di dare autorevolezza a un brand, perché in questo caso risulta fondamentale produrre contenuti inediti, caratterizzati dalla qualità della scrittura e delle informazioni fornite, oltre che dall’empatia, la trasparenza, l’efficacia comunicativa.

Altra cosa, aggiungiamo noi, è la generazione di contenuti per rendere più efficiente la presenza dell’azienda su vari canali, anzi, nel luogo e nel momento in cui la stanno cercando (in cui vengono fatte ricerche su un determinato prodotto o servizio).

Google rimane il punto di riferimento per le ricerche online, e per chi elabora strategie di marketing. Ma i numeri dicono che ormai un utente su quattro utilizza i social per cercare informazioni sui prodotti. Con percentuali davvero importanti se si parla degli utenti della Gen Z, che usano Instagram come motore di ricerca nel 67% dei casi. Se poi ampliamo lo sguardo, scopriamo che metà dei consumatori ormai cominciano le loro ricerche da Amazon.

Un discorso a parte andrebbe fatto per Tik Tok. I video brevi hanno conosciuto una diffusione straordinaria e quindi sono molto utili per attrarre nuove persone. Ma i dati dicono che il numero delle conversioni aumenta con i “long form”, i video più lunghi, i testi che garantiscono informazioni di qualità e competenze professionali.

Secondo Patel «non c’è un declino nel traffico Google, che continua a essere il canale principale al mondo, con 8,5 miliardi di ricerche al giorno, ma non è più l’unico punto di attenzione quando si tratta di ottimizzare i contenuti. Considerare le tante piattaforme utilizzate dagli utenti per le loro ricerche è uno sforzo, ma ha diversi vantaggi: permette di intercettare nuovi potenziali clienti, audience differenti, aumentando i touchpoint».

Questo non significa che va abbandonata la Seo, ma che va trasformata, arricchita, cercando di lavorare su vari canali (con strumenti adeguati) per stare al passo con le abitudini degli utenti, che cambiano continuamente e diventano sempre più complesse. 

Ad esempio, il “clic-to-buy” del social commerce ormai coinvolge 460 milioni di utenti al mese. Risulta fondamentale analizzare efficacemente le campagne avviate, automatizzando certe attività attraverso la tecnologia, per poi decidere in quale direzione investire (o facendolo decidere all’AI). 

Cambiano le abitudini degli utenti, cambia il marketing, ma la tecnologia ci aiuterà a governare la complessità.

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